Sbiancamento, cosa è importante sapere

Avere un sorriso sano e splendente è il desiderio di migliaia di persone: solo in Italia, ogni anno, si contano 120 mila persone che si rivolgono all’Odontoiatra richiedendo trattamenti di estetica dentale volti a migliorare il colore dei propri denti.
I denti, infatti, anche se curati con costanza, possono ingiallirsi e macchiarsi; le cause possono essere di natura:

  • Intrinseca: cioè un’alterazione che interessa sia lo smalto che la dentina, ed è provocata da malattie, traumi, difetti congeniti ed assunzione di farmaci.
  • Estrinseca: cioè un’alterazione che interessa la parte esterna del dente, ovvero lo smalto, ed è strettamente connessa al consumo di bevande, cibi pigmentati, al fumo, alla scarsa igiene orale, all’invecchiamento.

Molti italiani, prima di rivolgersi al Dentista, scelgono di acquistare dentifrici sbiancanti che, in realtà, si limitano a rimuovere la patina superficiale che ricopre i denti, dando un risultato poco efficace e, in alcuni casi, rischiando di danneggiarli.
Prima di optare per lo sbiancamento dentale è necessaria un’accurata valutazione da parte del Dentista. Nei casi di pigmentazione causati da scorretti stili di vita, potrebbe essere indicata una profonda pulizia professionale, dopodiché è possibile procedere con lo sbiancamento.
Lo sbiancamento dentale è un processo chimico che viene eseguito dall’Odontoiatra attraverso due agenti sbiancanti: il perossido di idrogeno o il perossido di carbammide.
Questi possono essere utilizzati sia sulle discromie di natura intrinseca che estrinseca, ovviamente in concentrazioni diverse in relazione alla colorazione che si desidera ottenere. 
Non esistono delle vere e proprie controindicazioni allo sbiancamento, qualora si soffrisse di sensibilità dentale però, si potrebbe avvertire un leggero fastidio durante e dopo il trattamento.
Per mantenere il risultato nel tempo è necessario adottare una buona igiene orale quotidiana, seguire stili di vita corretti (evitando fumo ed alimenti troppo pigmentati) ed infine eseguire regolari ablazioni del tartaro ogni circa 6/8 mesi.

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